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	<title>Libri crescita personale &#8211; Rinascita ZEN</title>
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	<description>Rinascita Zen è un portale dedicato al benessere olistico e alla crescita personale, con articoli su meditazione, spiritualità, numerologia, alimentazione naturale e pratiche per armonizzare mente, corpo ed energia.</description>
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		<title>Jasmine Chiarappa intervista e libri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Terracciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 13:18:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri crescita personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1) Jasmine Chiarappa, come nasce il tuo percorso nella Radiestesia Karmica, nelle Costellazioni Familiari e nelle discipline&#8230;</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>1) Jasmine Chiarappa, come nasce il tuo percorso nella Radiestesia Karmica, nelle Costellazioni Familiari e nelle discipline olistiche?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fin da bambina ho sempre avuto la sensazione che dietro il mondo visibile esistesse qualcosa di più. Parlavo con gli alberi, con amici immaginari, con me stessa. Mi capitava di avere intuizioni, immagini interiori, quelle che allora chiamavo semplicemente &#8220;visioni&#8221;, e sentivo con naturalezza che la nostra esperienza non si esaurisce nella dimensione del corpo e della materia. Questa percezione mi ha accompagnata per tutta la vita e mi ha portata, abbastanza presto, ad avvicinarmi al mondo delle discipline olistiche. Quando ho incontrato la<strong> Radiestesia e le Costellazioni Familiari</strong>, non ho avuto la sensazione di scoprire qualcosa di nuovo, ma piuttosto di ritrovare una parte di me che era sempre esistita. È stato come rispondere a una chiamata interiore. Ancora oggi, ogni volta che accompagno una persona attraverso questi strumenti, sento di essere esattamente nel posto in cui devo essere. È lì che mi sento pienamente me stessa, nel mio potere personale, al servizio di qualcosa di più grande. E credo che, quando troviamo ciò che risuona profondamente con la nostra anima, il lavoro smetta di essere semplicemente una professione e diventi una forma di espressione autentica del nostro essere.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>2)  C’è stato un momento preciso della tua vita in cui hai compreso che questa ricerca non era solo personale, ma poteva diventare anche una via da condividere con gli altri?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, c&#8217;è stato un momento che porto nel cuore e che, col senno di poi, riconosco come l&#8217;inizio di tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un giorno, quando avevo circa 14 anni, mia nonna mi mise tra le mani un ciondolo con un anello e mi disse:&nbsp;<em>&#8220;Prova a fargli una domanda. Se si muove avanti e indietro sarà un sì, se va in orizzontale sarà un no.&#8221;</em>&nbsp;Quel ciondolo, che oggi so essere stato il mio primo incontro con la Radiestesia, iniziò a muoversi immediatamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lei mi guardò e disse una frase che non ho mai dimenticato:&nbsp;<em>&#8220;Hai una luce immensa. Puoi aiutare le persone, fallo.&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tanti anni quelle parole sono rimaste custodite dentro di me. Anche al liceo le mie compagne venivano spesso a chiedermi consiglio e così anche all&#8217; Università; persone che conoscevo magari anche da pochissimo tempo. Mi dicevano che riuscivo a vedere le situazioni con chiarezza, che trasmettevo equilibrio, che ero &#8220;saggia&#8221;. All&#8217;epoca non comprendevo davvero il significato di quei riconoscimenti; li vivevo con naturalezza, senza attribuirgli un valore particolare. Solo più tardi ho iniziato a unire i puntini. Ho capito che quella predisposizione ad ascoltare, intuire e accompagnare gli altri non era una coincidenza, ma un dono che chiedeva di essere accolto con responsabilità. Da quel momento ho compreso che il mio percorso non poteva rimanere soltanto una ricerca personale: era una missione da mettere al servizio delle persone che incontravo lungo il cammino.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>3) Il titolo del tuo libro &#8220;Nati dentro una storia&#8221; è molto evocativo. Cosa significa, per te, nascere dentro una storia?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per me, nascere dentro una storia significa comprendere che nessuno di noi arriva al mondo come una pagina bianca. Ognuno nasce all&#8217;interno di una trama che è iniziata molto prima del suo primo respiro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro ciascuno di noi c&#8217;è un&#8217;intera genealogia: uomini e donne che hanno amato, sofferto, combattuto, perso, sperato. È grazie a loro se oggi siamo qui. E insieme alla vita riceviamo anche un&#8217;eredità invisibile fatta di valori, talenti, ferite, paure, silenzi, lealtà profonde, ma anche di forza, coraggio e possibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non siamo individui separati dalla nostra storia: siamo il punto in cui quella storia continua a respirare. Siamo l&#8217;anello di congiunzione tra chi ci ha preceduto e chi verrà dopo di noi. Per questo non siamo l&#8217;inizio del racconto, ma una pagina di un libro molto più grande.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che il vero atto di libertà non sia negare ciò da cui proveniamo, ma portarlo alla luce con amore e consapevolezza. Quando comprendiamo quale storia stiamo incarnando, possiamo finalmente distinguere ciò che appartiene davvero a noi da ciò che abbiamo inconsapevolmente ereditato. Ed è proprio in quel momento che il destino smette di essere una ripetizione e diventa una possibilità di trasformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questo il significato più profondo di <em><a href="https://amzn.to/4w8xKhI" data-type="link" data-id="https://amzn.to/4w8xKhI" target="_blank" rel="noopener">Nati dentro una storia</a></em>: ricordare che conoscere le proprie radici non significa restare ancorati al passato, ma dare un senso al presente e offrire un futuro più libero a chi verrà dopo di noi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>4) Nel tuo lavoro</strong> Jasmine Chiarappa, <strong>parli spesso di eredità invisibili. Come possiamo riconoscerle nella vita quotidiana, nelle relazioni, nelle scelte o nelle ripetizioni che viviamo?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le eredità invisibili si riconoscono soprattutto attraverso ciò che nella nostra vita continua a ripetersi. Quando ci ritroviamo a vivere gli stessi conflitti, ad attrarre relazioni simili, a sperimentare blocchi che sembrano non avere una spiegazione razionale o a provare emozioni sproporzionate rispetto agli eventi, spesso siamo di fronte a qualcosa che non appartiene soltanto alla nostra storia personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come ci ha insegnato <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bert_Hellinger" data-type="link" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Bert_Hellinger" target="_blank" rel="noopener">Bert Hellinger</a></strong>, ogni sistema familiare è governato da leggi profonde di appartenenza e di equilibrio. Nessuno può essere escluso senza che il sistema tenti, in qualche modo, di ristabilire quell&#8217;ordine. Così, inconsapevolmente, un figlio può identificarsi con il destino di un nonno, una nipote può portare il dolore di una zia dimenticata, oppure qualcuno può rinunciare alla propria felicità per una forma di amore invisibile verso chi, nella famiglia, non ha potuto viverla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;inconscio familiare non conosce il tempo: conosce soltanto l&#8217;amore e il bisogno di appartenenza. Per questo, molto spesso, ciò che chiamiamo &#8220;destino&#8221; è in realtà una fedeltà silenziosa verso la nostra storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riconoscere queste dinamiche non significa cercare colpevoli, ma osservare con rispetto ciò che ci abita. Ogni ripetizione è un messaggio, ogni sintomo è un invito a guardare più in profondità. Quando una memoria viene vista, onorata e rimessa al suo giusto posto, non abbiamo più bisogno di portarla. Ed è in quel momento che possiamo iniziare a vivere la nostra vita, invece di continuare inconsapevolmente quella di qualcun altro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>5) Molte persone sentono di ripetere schemi familiari, affettivi o interiori senza comprenderne l’origine. Perché, secondo la tua esperienza, tendiamo a ripetere ciò che spesso ci fa soffrire?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella mia esperienza e nella mia visione, credo che non arriviamo per caso nella famiglia in cui nasciamo. Credo che, prima di incarnarci, scegliamo il contesto familiare, le persone e le esperienze che possono accompagnare il nostro percorso evolutivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo non significa che scegliamo la sofferenza o che dobbiamo necessariamente attraversare il dolore per crescere. La sofferenza non è un obbligo e non è il fine del cammino. Piuttosto, ciò che viviamo diventa una possibilità di comprensione, di consapevolezza e di trasformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni famiglia porta con sé una storia: luci e ombre, risorse e ferite, doni e memorie ancora da integrare. A volte incontriamo proprio quei nodi, quei traumi o quelle dinamiche che sembrano più difficili da attraversare perché, attraverso di essi, abbiamo l&#8217;opportunità di portare guarigione non solo a noi stessi, ma anche alla linea da cui proveniamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ripetizioni che viviamo non sono quindi una condanna, ma possono essere dei richiami dell&#8217;anima. Ci mostrano qualcosa che chiede di essere visto, compreso e trasformato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che l&#8217;evoluzione non avvenga attraverso la sofferenza in sé, ma attraverso la capacità di dare un nuovo significato a ciò che abbiamo vissuto. Quando portiamo luce nelle nostre storie, quando comprendiamo le dinamiche profonde che ci hanno formato e scegliamo di integrarli invece di combatterle, allora possiamo liberarci e vivere in modo più pieno e autentico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse è proprio questo il senso più profondo del nostro viaggio: non cambiare la storia da cui veniamo, ma trasformare il modo in cui la portiamo dentro di noi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>6) Passando alla Radiestesia Karmica, come la spiegheresti a una persona che non la conosce e che magari la associa solo all’uso del pendolo?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Radiestesia Karmica è uno strumento antico e potente, la cui storia affonda le sue radici in tempi molto lontani; alcune tradizioni la collegano anche all&#8217;antico Egitto. Per me, però, la cosa più importante non è lo strumento in sé, ma ciò che permette di osservare e portare alla luce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pendolo non è semplicemente un oggetto che &#8220;dà risposte&#8221;: è un&#8217;estensione della nostra coscienza, un mezzo attraverso il quale possiamo entrare in relazione con livelli più profondi di noi stessi. Ci permette di ascoltare informazioni che spesso sono già presenti dentro di noi, ma che non riusciamo ancora a vedere con la mente razionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come diceva Carl Gustav Jung: <em>&#8220;Finché non renderai conscio l&#8217;inconscio, esso dirigerà la tua vita e tu lo chiamerai destino.&#8221;</em> Molte volte definiamo destino ciò che in realtà appartiene a parti profonde della nostra storia che non abbiamo ancora riconosciuto.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Radiestesia Karmica</strong> lavora proprio in questa direzione: aiuta a esplorare gli schemi ripetitivi, i blocchi emozionali, le memorie transgenerazionali e quelle dinamiche interiori che possono influenzare il nostro modo di vivere, scegliere e relazionarci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un lavoro di esplorazione a 360 gradi, che considera la persona nella sua totalità: la sua storia, il suo vissuto, le sue relazioni, le sue <strong><a href="https://www.rinascitazen.com/come-controllare-le-emozioni-per-non-essere-tristi/" data-type="post" data-id="871">emozioni</a></strong> e quelle memorie più sottili che possono ancora chiedere di essere comprese e trasformate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta quindi di predire il futuro, ma di acquisire maggiore consapevolezza del presente. Perché quando portiamo luce su ciò che era nascosto, possiamo smettere di essere guidati inconsapevolmente dai nostri programmi interiori e iniziare a scegliere con maggiore libertà.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>7) Nel tuo libro Radiestesia Karmica: L’archivio dell’Anima compare un’immagine molto potente: l’archivio dell’anima. Che cosa rappresenta e che tipo di memorie o informazioni può aiutare a portare alla luce?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni anima custodisce un proprio archivio, come una grande biblioteca interiore composta da stanze, cassetti e libri. Alcuni volumi sono piccoli, altri immensi; alcuni sono aperti e facilmente accessibili, altri rimangono custoditi più in profondità, in attesa di essere riconosciuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo archivio è contenuta la nostra storia animica: le esperienze che ci hanno formato, le memorie che portiamo con noi, le ferite che chiedono di essere comprese, ma anche i talenti, le risorse e le parti più luminose del nostro essere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Radiestesia Karmica</strong>, nel mio modo di viverla e praticarla, permette di entrare in contatto con queste informazioni profonde per portare consapevolezza là dove prima c&#8217;erano automatismi, blocchi o sofferenze difficili da spiegare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accedere all&#8217;archivio dell&#8217;anima non significa rimanere ancorati al passato, ma avere la possibilità di comprenderlo e trasformarlo. Quando una memoria viene vista, accolta e integrata, perde il suo potere inconscio su di noi. Possiamo sciogliere vecchi schemi, liberarci da pesi che non ci appartengono più e ritrovare una maggiore connessione con chi siamo veramente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per me, l&#8217;archivio dell&#8217;anima è proprio questo: un luogo di conoscenza profonda dove possiamo ritrovare le tracce del nostro cammino e trasformarle in consapevolezza, libertà e possibilità di evoluzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>8) Che rapporto c’è, secondo te, tra Radiestesia Karmica, Costellazioni Familiari e lavoro sulle memorie familiari?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Radiestesia Karmica, Costellazioni Familiari e lavoro sulle memorie familiari, pur utilizzando strumenti diversi, hanno per me un punto in comune molto profondo: ci aiutano a vedere ciò che normalmente rimane invisibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>Costellazioni Familiari</strong> ci mostrano le dinamiche del sistema a cui apparteniamo, portando alla luce gli ordini dell&#8217;amore, le esclusioni, le identificazioni e quelle fedeltà inconsce che possono influenzare la nostra vita. Ci permettono di osservare la nostra storia familiare da una prospettiva più ampia, riconoscendo il posto di ciascuno e restituendo dignità a ciò che è stato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Radiestesia Karmica lavora su un piano più sottile e interiore: permette di esplorare memorie, informazioni e schemi profondi che possono appartenere non solo alla storia familiare, ma anche al percorso dell&#8217;anima e alla nostra evoluzione personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per me non sono percorsi separati, ma strumenti che dialogano tra loro. Sono diverse chiavi che aprono porte verso la stessa direzione: la conoscenza di sé e la liberazione da ciò che, inconsapevolmente, continuiamo a portare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La famiglia è il primo grande campo in cui facciamo esperienza della vita; lì impariamo ad amare, ad appartenere, a proteggerci e anche a volte a limitarci. Attraverso questi strumenti possiamo riconoscere ciò che abbiamo preso per amore, onorarlo e trasformarlo, così da poter vivere con maggiore libertà e consapevolezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo, il lavoro profondo non è quello di tagliare le nostre radici, ma di nutrirle con nuova consapevolezza. Perché quando riconosciamo da dove veniamo, possiamo finalmente scegliere con più pienezza dove andare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>9) Jasmine Chiarappa a chi consiglieresti i tuoi libri Nati dentro una storia e Radiestesia Karmica: L’archivio dell’Anima? Sono testi pensati per operatori del settore, per persone in cammino personale o per chi sente semplicemente che alcune dinamiche della propria vita chiedono una spiegazione più profonda?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I miei libri nascono per accompagnare chiunque senta dentro di sé una domanda, una ricerca o il desiderio di comprendere più profondamente la propria storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono testi rivolti soltanto agli operatori del settore, anche se possono essere strumenti preziosi per chi già lavora nell&#8217;ambito della relazione d&#8217;aiuto e desidera approfondire questi temi. Sono soprattutto libri per chi, a un certo punto della propria vita, sente che alcune dinamiche si ripetono, che alcune ferite sembrano avere radici più profonde o che esiste una parte di sé ancora da conoscere e integrare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Nati dentro una storia</em>&nbsp;è rivolto a chi desidera comprendere il legame con le proprie origini, con la propria famiglia e con quelle eredità invisibili che spesso influenzano il nostro cammino senza che ce ne rendiamo conto. È un invito a guardare le proprie radici con occhi nuovi, non per rimanere nel passato, ma per ritrovare maggiore libertà nel presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><a href="https://amzn.to/4pg3sqo" data-type="link" data-id="https://amzn.to/4pg3sqo" target="_blank" rel="noopener">Radiestesia Karmica: L’archivio dell’Anima</a></em> accompagna invece il lettore in un viaggio più interiore, alla scoperta di quelle memorie profonde che possono condizionare il nostro modo di vivere, scegliere e relazionarci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che questi libri possano arrivare a chiunque abbia il coraggio di porsi delle domande e la curiosità di guardarsi oltre la superficie. Non servono particolari conoscenze: serve soltanto la disponibilità ad ascoltarsi e ad aprirsi alla possibilità che dentro di noi esista una storia molto più ampia di quella che conosciamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché ogni percorso di consapevolezza inizia sempre dallo stesso gesto: la volontà di incontrare davvero se stessi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>10) Se dovessi lasciare ai lettori una frase, un’immagine o una consapevolezza da portare con sé dopo questa intervista, quale sarebbe?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se dovessi lasciare ai lettori un&#8217;immagine, sceglierei quella di un albero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un albero non può vivere senza le sue radici: sono loro che lo nutrono, che lo sostengono e che gli permettono di crescere verso il cielo. Ma un albero non è nato per rimanere sotto terra: la sua natura è espandersi, fiorire, portare frutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così siamo noi. Abbiamo bisogno di conoscere e onorare le nostre radici, la nostra storia, le persone e le esperienze che ci hanno preceduto. Ma non siamo chiamati a rimanere imprigionati in ciò che è stato. Siamo qui per trasformare, evolvere e portare nuova luce nel nostro cammino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra storia non è una condanna, è una possibilità. Ciò che abbiamo ricevuto può diventare consapevolezza; ciò che abbiamo sofferto può trasformarsi in comprensione; ciò che abbiamo ereditato può essere portato a un nuovo livello di coscienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La frase che vorrei lasciare è questa:&nbsp;<strong>&#8220;Quando conosci la tua storia, smetti di esserne inconsapevolmente guidato e inizi a scegliere il tuo cammino.&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché alla fine il viaggio più importante è quello che ci riporta a casa: dentro noi stessi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>11) Come nasce il libro  <em>J&#8217;Emanis – Io emano. Carte per la relazione d&#8217;aiuto</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://amzn.to/4f2Lpki" data-type="link" data-id="https://amzn.to/4f2Lpki" target="_blank" rel="noopener">libro <em>J&#8217;Emanis – Io emano. Carte per la relazione d&#8217;aiuto</em></a> nasce da un&#8217;esigenza molto profonda: quella di restituire alle persone la possibilità di prendere parola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nome stesso,&nbsp;<em>J&#8217;Emanis</em>, è un anagramma del mio nome, Jasmine, ma racchiude anche un significato simbolico importante: &#8220;io emano&#8221;. Per me rappresenta il momento in cui qualcosa che è dentro di noi trova finalmente una via per uscire, per essere espresso, visto e condiviso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mio lavoro incontro spesso persone che fanno fatica a raccontare come stanno davvero, a dare un nome alle proprie emozioni, a mettere in parole ciò che vivono interiormente. A volte non mancano i sentimenti, manca semplicemente il linguaggio per esprimerli. Ed è proprio qui che entrano in gioco le immagini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;immagine parla a una parte profonda di noi, spesso precedente alle parole. Attraverso il simbolismo e la creatività può diventare un ponte verso ciò che è rimasto inespresso, aiutando anche a sciogliere il blocco legato al chakra della gola, il luogo simbolico della comunicazione e dell&#8217;autenticità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso pensiamo che immaginare significhi allontanarsi dalla realtà, fare fantasie o voli pindarici. In realtà, l<strong>a parola &#8220;immaginazione&#8221; ha un&#8217;origine molto più potente: dal latino <em>in me mago agere</em>, ovvero &#8220;il mago che agisce in me&#8221;.</strong> L&#8217;immaginazione è una forza creatrice, una capacità che tutti possediamo e che il bambino interiore conosce molto bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I bambini, infatti, comunicano prima ancora che attraverso le parole: lo fanno attraverso immagini, simboli, storie e mondi interiori. Per questo ho voluto creare uno strumento che potesse restituire proprio quella modalità di espressione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">So che esistono già diversi strumenti con le carte utilizzati nella relazione d&#8217;aiuto, ma sentivo il desiderio di dare forma a qualcosa di mio: creare immagini nate dalla mia sensibilità e dal mio percorso, affinché potessero diventare uno specchio per gli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>J&#8217;Emanis</em>&nbsp;è quindi un invito a guardare dentro di sé, a lasciarsi incontrare dalle immagini e a permettere a ciò che è nascosto di trovare finalmente una voce. Perché spesso ciò che non riusciamo ancora a dire, un&#8217;immagine riesce già a raccontarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potete trovare e seguire <strong>Jasmine Chiarappa</strong> ai seguenti link</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2026/07/jasmine-chiarappa-768x1024.jpeg" alt="jasmine chiarappa" class="wp-image-30482" style="aspect-ratio:0.750023627256403;width:227px;height:auto" title="Jasmine Chiarappa intervista e libri" srcset="https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2026/07/jasmine-chiarappa-768x1024.jpeg 768w, https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2026/07/jasmine-chiarappa-225x300.jpeg 225w, https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2026/07/jasmine-chiarappa-585x780.jpeg 585w, https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2026/07/jasmine-chiarappa-600x800.jpeg 600w, https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2026/07/jasmine-chiarappa.jpeg 960w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.instagram.com/enimsaj85/" data-type="link" data-id="https://www.instagram.com/enimsaj85/" target="_blank" rel="noopener">Instagram</a></strong> &#8211; <strong><a href="https://www.facebook.com/jasmine.chiarappa" data-type="link" data-id="https://www.facebook.com/jasmine.chiarappa" target="_blank" rel="noopener">Facebook</a></strong> &#8211; <strong><a href="https://www.ilriflessodellanima.com/" data-type="link" data-id="https://www.ilriflessodellanima.com/" target="_blank" rel="noopener">Sito Web </a></strong>&#8211; <strong><a href="https://www.universitadelsociale.org/" data-type="link" data-id="https://www.universitadelsociale.org/" target="_blank" rel="noopener">Università Sociale del Popolare</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>La spiritualità nei bambini: intervista a Maurizia Scaletti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Terracciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri crescita personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi vi parlo di Maurizia Scaletti, autrice del libro &#8220;La Spiritualità nei bambini&#8221; un libro adatto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.rinascitazen.com/spiritualita-nei-bambini-maurizia-scaletti/">La spiritualità nei bambini: intervista a Maurizia Scaletti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.rinascitazen.com">Rinascita ZEN</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Oggi vi parlo di<strong> <a href="https://amzn.to/3VQi2Xh" data-type="link" data-id="https://amzn.to/3VQi2Xh" target="_blank" rel="noopener">Maurizia Scaletti, autrice del libro &#8220;La Spiritualità nei bambini&#8221;</a></strong> un libro adatto a tutti, che ho letto e studiato con attenzione e i cui esercizi sto mettendo in pratica in questi giorni col mio bambino. Amo lo yoga e lo pratico a casa insieme alla meditazione da tantissimi anni, sono una Naturopata, Operatrice olistica e tutto quello che riguarda la spiritualità, il vivere consapevole e la natura sono per me il mio stile di vita. Per questo quando ho letto il libro di Maurizia le ho chiesto subito se potevo intervistarla, perché passare il suo messaggio e cosa la ha portata a scrivere questo libro credo che sia fondamentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-1-qual-e-stata-la-tua-principale-fonte-di-ispirazione-per-diventare-una-scrittrice">1. Qual è stata la tua principale fonte di ispirazione per diventare una scrittrice?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando andavo all’asilo, osservavo e ricopiavo le mie sorelle maggiori mentre facevano i compiti: scrivere per me era un gioco e mi appassionava già. Credo di aver sempre desiderato essere una scrittrice, quando imparai a leggere fu amore a prima vista: immaginavo una vita passata tra libri, carta e penne di ogni fattura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molte volte però, durante l’infanzia mi sono sentita dire che <strong>“fare la scrittrice non è un lavoro”,</strong> per cui, ad un certo punto, ho messo il mio sogno nel cassetto e per molti anni ho scritto solo per me. Nel tempo, scrivere è stato un mezzo salvifico, per far uscire parti profonde di me ed elaborare ciò che la vita mi metteva davanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-2-come-descriveresti-il-tuo-stile-di-scrittura-unico-e-cosa-lo-rende-riconoscibile">2. Come descriveresti il tuo stile di scrittura unico e cosa lo rende riconoscibile?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio obiettivo è che il lettore comprenda, anche quando i temi sono complessi, la mia scrittura è chiara ed efficace; voglio che ci si senta coinvolti, trasportati in modo fluido dal testo. Desidero che tematiche complesse arrivino a più persone possibili in modo chiaro e diretto, penso siano queste le principali caratteristiche del mio stile.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-3-hai-delle-abitudini-o-rituali-che-segui-mentre-scrivi-per-mantenerti-concentrata-e-ispirata">3. Hai delle abitudini o rituali che segui mentre scrivi per mantenerti concentrata e ispirata?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Generalmente scrivo a mano, perché il gesto scrittorio è un rituale e la creatività aumenta quando la mano stringe una penna, piuttosto che digitare su una tastiera. Cerco di ritagliarmi dei momenti dedicati, di<strong> silenzio e concentrazione</strong>, all’interno della routine familiare; a volte però l’ispirazione arriva inaspettata e tutti sanno che “devo scrivere” e rispettano questo bisogno. Anche la musica per me è un ottimo veicolo di concentrazione; la scelta dei brani è fondamentale e varia molto, anche in termini di genere musicale, a seconda del momento.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-4-qual-e-stata-la-parte-piu-difficile-da-affrontare-nel-tuo-percorso-di-scrittura-e-come-hai-superato-gli-ostacoli">4. Qual è stata la parte più difficile da affrontare nel tuo percorso di scrittura, e come hai superato gli ostacoli?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono stati due momenti particolarmente complessi nella mia evoluzione scrittoria. Il primo è stato decidere di tirare fuori dal cassetto il sogno di diventare scrittrice e convincermi che avrei potuto farlo davvero. Questo è uno scoglio molto intimo, che nessuno può aiutarti a superare, sei tu di fronte a te stessa a decidere se puoi darti il permesso di esprimere la tua vera essenza.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://amzn.to/3VQi2Xh" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" width="275" height="425" src="https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2024/07/la-spiritualita-nei-bambini.jpg" alt="la spiritualita nei bambini" class="wp-image-27215" title="La spiritualità nei bambini: intervista a Maurizia Scaletti" srcset="https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2024/07/la-spiritualita-nei-bambini.jpg 275w, https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2024/07/la-spiritualita-nei-bambini-194x300.jpg 194w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">la spiritualita nei bambini</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Il secondo si è rivelato, inaspettatamente, alla pubblicazione del mio primo libro: realizzare che i miei scritti, da lì a poco, non sarebbero più stati solo miei ma anche dei lettori, mi ha spaventata molto. È stato l’inizio di un percorso di <strong>crescita interiore </strong>importante.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-5-c-e-un-tema-ricorrente-o-un-messaggio-che-cerchi-di-trasmettere-attraverso-i-tuoi-libri">5. C&#8217;è un tema ricorrente o un messaggio che cerchi di trasmettere attraverso i tuoi libri?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi sono alla pubblicazione del mio quinto libro e tutti affrontano, sebbene in modi diversi, il tema della crescita, come persone prima di tutto e poi come genitori e adulti di riferimento. Ovviamente tratto anche la crescita dei bambini, ma come riflesso di ciò che accade nel contesto in cui vivono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio principale che desidero trasmettere è che come educatori (genitori, zii, nonni o altro) non abbiamo a disposizione ricette pronte in questo tempo; <strong>il mondo è cambiato molto in fretta e i modelli educativi con cui siamo cresciuti, oggi non reggono più. </strong>Dobbiamo sperimentarne altri e trovare il nostro modello, assumendoci la responsabilità del ruolo che abbiamo deciso di ricoprire. Non sempre è facile, è una strada costellata di errori di cui ci accorgiamo dopo, ma la presenza e la coerenza sono due capisaldi del percorso.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-6-qual-e-stato-il-momento-piu-emozionante-che-hai-vissuto-grazie-alla-tua-scrittura">6. Qual è stato il momento più emozionante che hai vissuto grazie alla tua scrittura?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono due momenti che trovo sempre molto emozionanti: quando ricevo dai lettori messaggi che testimoniano quanto si riconoscono nelle mie parole e quanto si sentano meno soli dopo averle lette; il secondo accade ogni volta che scrivo una&nbsp;&nbsp;dedica ai lettori, perché per me è un momento di ispirazione e profonda connessione con altre anime.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-7-come-nasce-il-libro-la-spiritualita-nei-bambini-qual-e-il-messaggio-che-vuoi-trasmettere-al-lettore">7. Come nasce il libro la Spiritualità nei Bambini? Qual è il messaggio che vuoi trasmettere al lettore?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questo libro nasce dalla nostra <strong>esperienza familiare</strong> e dall’importanza che diamo alla coerenza educativa. Tutto ha avuto origine da una domanda: come possiamo essere coerenti con le nostre scelte spirituali e religiose (che sono due concetti distinti) senza doverci uniformare alle scelte della società, ma al contempo senza rischiare che i bambini siano esclusi o isolati? E quindi come possiamo coinvolgere i bambini nel nostro percorso spirituale, qualunque esso sia?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui è iniziata la mia ricerca e la fase di studio dei modelli e delle teorie che, sia nel passato che oggi, ci offrono una lettura ed una mappa di comprensione di questi fenomeni. Oggi, in particolare, abbiamo accesso a molti dati di ricerca scientifica interessanti su questo argomento e, come spesso ci succede, le informazioni, le fonti e le conoscenze sono così numerose da rischiare di perdersi. Per questo, ho deciso di<strong> creare una sorta di guida</strong>, una mappa ed una bussola che permettano agli adulti di riferimento di mantenere una direzione ed una coerenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-8-so-che-sei-insegnante-di-yoga-per-bambini-come-hai-integrato-i-principi-dello-yoga-nei-tuoi-libri-e-quali-benefici-ritieni-che-possano-portare-ai-genitori-e-ai-nonni-che-li-leggono-insieme-ai-loro-piccoli">8. So che sei insegnante di Yoga per bambini, come hai integrato i principi dello yoga nei tuoi libri, e quali benefici ritieni che possano portare ai genitori e ai nonni che li leggono insieme ai loro piccoli?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo yoga è una disciplina orientale molto articolata e ancora poco conosciuta in occidente. Ritengo che in ambito educativo sia uno strumento molto potente, i cui benefici dal punto di vista pedagogico sono innumerevoli.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="740" height="420" src="https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2024/07/yoga-e-bambini.jpg" alt="yoga e bambini" class="wp-image-27217" title="La spiritualità nei bambini: intervista a Maurizia Scaletti" srcset="https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2024/07/yoga-e-bambini.jpg 740w, https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2024/07/yoga-e-bambini-600x341.jpg 600w, https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2024/07/yoga-e-bambini-300x170.jpg 300w, https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2024/07/yoga-e-bambini-585x332.jpg 585w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption class="wp-element-caption">yoga e bambini</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">In questo libro presento<strong> lo yoga come uno dei 5 strumenti che genitori, zii, nonni ed educatori hanno a disposizione per preservare la capacità innata dei bambini di connettersi al divino e per coltivare questa connessione nella crescita e nella relazione</strong>. Lo yoga bimbi permette di radicarsi fortemente quando se ne sente la necessità, e allo stesso tempo di estraniarsi dal proprio corpo fisico, acquietare il mentale e sostare nel posto calmo e sicuro dentro noi stessi, ogni volta che ne abbiamo bisogno. I bambini sviluppano la capacità di passare da uno stato all’altro, allenando la capacità di ascolto di sè; dopo aver compreso il sè ed essersi ascoltati possono ascoltare e comprendere gli altri.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-9-quali-tecniche-o-pratiche-yoga-consigli-ai-genitori-e-ai-nonni-per-aiutare-i-bambini-a-sviluppare-una-maggiore-consapevolezza-e-connessione-spirituale-fin-dalla-giovane-eta">9. Quali tecniche o pratiche yoga consigli ai genitori e ai nonni per aiutare i bambini a sviluppare una maggiore consapevolezza e connessione spirituale fin dalla giovane età?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo<a href="https://www.rinascitazen.com/10-benefici-della-meditazione-bambini/" data-type="post" data-id="24664"> yoga bimbi </a>è una disciplina dinamica, fatta di storie, musica, danza e asana; può essere introdotta in famiglia come gioco, la sua funzione di divertimento è essenziale, può essere un’attività che coinvolge tutti o un’attività speciale da fare con una persona in particolare. In ogni caso i bambini la riconoscono come fonte di pace, serenità, equilibrio e la ricercano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una pratica che ritengo fondamentale è quella delle visualizzazioni per i bambini, perché li aiuta a ritrovare il proprio posto silenzioso e sicuro all’interno di sé stessi che, se ben radicati, è ciò che ci salva quando fuori imperversa la tempesta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il libro propone 8 visualizzazioni pensate per bambini, che possono essere adeguate all’età specifica dei vostri figli e che hanno diversi obiettivi; a queste è collegato un podcast nel quale io stessa conduco le visualizzazioni. </strong>Quest’idea è nata per sostenere quei lettori che non si sentono&nbsp;&nbsp;ancora in grado di condurre i bambini in una visualizzazione e che hanno bisogno di familiarizzare con questo strumento. Il mio suggerimento è comunque di mettersi in gioco e provare: la visualizzazione condotta da una voce familiare ha certamente un effetto più profondo.</p>





<h2 class="wp-block-heading" id="h-10-quali-sono-le-sfide-piu-comuni-che-i-genitori-e-i-nonni-incontrano-nel-cercare-di-introdurre-concetti-spirituali-ai-bambini-e-come-affronti-queste-sfide-nei-tuoi-libri-e-nella-tua-pratica-di-insegnamento-dello-yoga">10. Quali sono le sfide più comuni che i genitori e i nonni incontrano nel cercare di introdurre concetti spirituali ai bambini, e come affronti queste sfide nei tuoi libri e nella tua pratica di insegnamento dello yoga?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra che intorno alla <strong>spiritualità</strong> esista ancora un tabù: se ne parla poco e quando lo si fa si tende a confonderla con la religione, per cui spesso si scatenano discussioni e confronti accesi su temi religiosi più che spirituali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per prima cosa, quindi, dobbiamo distinguere i due concetti ed essere consapevoli di come questi possano esistere separatamente. Dobbiamo parlare di spiritualità tra adulti, con rispetto reciproco, confrontandoci, esprimendo ciò che sentiamo, al fine di esplorare questo ambito ed essere così in grado di sostenere le curiosità dei bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Loro infatti, ci mettono di fronte alle<strong> grandi domande esistenziali</strong> con semplicità: chi sono io? Da dove vengo? Perché sono nato in questa famiglia? Cosa succede quando muori?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo pronti a rispondere a queste domande, oppure ci mettono in imbarazzo e in difficoltà? Le risposte che diamo ai bambini fanno la differenza tra il preservare la loro capacità di connessione aiutandoli a crescere e il bloccare la loro connessione con il divino rendendola difficile e complicata.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Direi che la sfida più comune è proprio questa: trovare il linguaggio semplice, chiaro, ricolmo di amore che possa spiegare l’inspiegabile, tirando fuori le nostre credenze, i valori ed i significati che vogliamo dare alla vita. Mantenendo saldo il timone sulla via della coerenza tra ciò che diciamo e come ci comportiamo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Puoi trovare Maurizia alla presentazione del suo libro in queste date:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>5 aprile Arco di Trento</li>



<li>9 e 24 aprile on line &#8211; in diretta su IG</li>



<li>3 Maggio cascina Battivacco Milano</li>



<li>4 maggio Scuola Villa Villacolle Milano</li>



<li>10 maggio Riva del Garda (TN)</li>



<li>16 Maggio Biblioteca di Lavis (TN)</li>



<li><strong>18 luglio Lavarone (TN)</strong></li>



<li><strong>2 agosto Mavignola &#8211; Pinzolo (Val Rendena)</strong></li>



<li><strong>26 agosto Roncegno Terme Al FutureFestival</strong></li>



<li><strong>12 settembre Fai della Paganella al Festival Orme</strong></li>



<li><strong>25 settembre Roma al Campidoglio</strong></li>
</ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="500" src="https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-05-09-at-15.28.02.jpeg" alt="Maurizia Scaletti autrice del libro La Spiritualità nei bambini" class="wp-image-27212" title="La spiritualità nei bambini: intervista a Maurizia Scaletti" srcset="https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-05-09-at-15.28.02.jpeg 500w, https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-05-09-at-15.28.02-300x300.jpeg 300w, https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-05-09-at-15.28.02-100x100.jpeg 100w, https://www.rinascitazen.com/wp-content/uploads/2024/07/WhatsApp-Image-2024-05-09-at-15.28.02-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption class="wp-element-caption">Maurizia Scaletti autrice del libro La Spiritualità nei bambini</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Contatti: <a href="http://www.mauriziascaletti.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.mauriziascaletti.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>FB e IG</strong>:&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/mauriziascaletti" data-type="link" data-id="https://www.facebook.com/mauriziascaletti" target="_blank" rel="noopener">Maurizia&nbsp;Scaletti&nbsp;La Coach delle Mamme</a></p>
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