Le informazioni più importanti da conoscere sull’insufficienza venosa cronica

by Silvia Terracciano
Le informazioni piu importanti da conoscere sullinsufficienza venosa cronica

L’insufficienza venosa cronica è un disturbo che riguarda gli arti inferiori e che consiste nel ristagno di sangue. Vediamo insieme alla Farmacia Pelizzo di Udine quali sono i suoi tratti distintivi e come fare per contrastarne le conseguenze.

Nel corpo umano, il processo di ritorno dalle gambe al cuore del sangue venoso si basa su specifici sistemi fisiologici e meccanismi che, presi in considerazione insieme, generano le pompe venose periferiche: è ciò che gli esperti del settore definiscono cuore periferico. In sostanza si innescano dei meccanismi che si basano sull’azione svolta dalle valvole che si trovano nelle pareti dei vasi venosi e sulla contrazione dei muscoli degli arti inferiori al fine di consentire al sangue venoso di andare contro la forza di gravità, e cioè di risalire dalla periferia al cuore.

Ciascuna contrazione del muscolo fa sì che il sangue venga spinto nei vasi venosi profondi; al contempo, le valvole che si trovano nelle pareti dei vasi si attivano, e ciò comporta la chiusura del flusso di sangue nei tratti intermedi, così che esso non possa refluire verso il basso ma, con una contrazione muscolare nuova, venga spinto verso l’alto.

L’insufficienza venosa cronica

Nel momento in cui la circolazione venosa delle gambe è caratterizzata da un’alterazione permanente, si parla di insufficienza venosa cronica. Tale condizione è causata in modo particolare da difetti delle valvole di chiusura delle vene o delle pareti venose, per effetto dei quali si verifica un ristagno di sangue periferico mentre, al tempo stesso, diminuisce il ritorno venoso in direzione del cuore.

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insufficienza venosa cronica
insufficienza venosa cronica

Lo sviluppo dell’insufficienza venosa cronica si riscontra nel caso in cui il meccanismo di funzionamento del drenaggio del flusso venoso verso l’alto risulti alterato: in pratica, nel momento in cui nelle vene c’è un ristagno di sangue che comporta una interruzione del processo di ritorno del flusso ematico in direzione del cuore.

A seconda del livello di ristagno venoso, l’insufficienza venosa cronica può essere primitiva o profonda. L’insufficienza primitiva, definita anche primaria, si concretizza nel momento in cui sono interessate le vene del circolo superficiale; invece l’insufficienza profonda, detta anche secondaria, è quella che coinvolge le vene del circolo profondo.

Cause dell’insufficienza venosa cronica primaria

L’insufficienza venosa cronica primaria è la più comune, e coinvolge sia le donne che gli uomini. Una delle cause principali ha a che fare con la riduzione di tono e di elasticità dei vasi venosi; in particolare, la tonaca dei vasi venosi è caratterizzata da una riduzione di elastina e da un incremento di collagene, a causa del quale le vene sono meno distendibili e più rigide. Di conseguenza si verifica una riduzione graduale della capacità di ritrovare il proprio diametro normale dopo la dilatazione che si verifica in corrispondenza di tutti i passaggi del flusso di sangue.

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L’insufficienza venosa cronica primaria, inoltre, può essere dovuta a una funzionalità alterata delle valvole nelle pareti dei vasi. Il processo di usura delle valvole, che può essere ricondotto direttamente alla perdita di tono ed elasticità dei vasi, ne causa la chiusura difettosa. Così il reflusso di sangue avviene al contrario, mentre i fluidi ristagnano nelle porzioni fra valvole adiacenti.

Il microcircolo

microcircolo
microcircolo

Anche il microcircolo è interessato dal ristagno venoso superficiale. Si usa il termine teleangiectasie per indicare la maggiore evidenza della rete di capillari, mentre specialmente in corrispondenza delle caviglie si riscontra lo sviluppo dell’edema. Quello che ne scaturisce è un processo di infiammazione generalizzato che è causato dalle alterazioni degli interscambi a livello capillare e che riguarda il plesso circolatorio superficiale.

L’insufficienza venosa cronica primaria, infine, può anche essere provocata da una crescita della pressione del sangue.

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