La malacomanzia o divinazione con le conchiglie è la profezia che viene dal mare. Si tratta di una pratica magica di origine africana giunta in Brasile in concomitanza con la tratta degli schiavi. Coloro che sanno praticare la malacomanzia indossano al collo una collana di conchiglie che sta proprio a indicare il loro potere magico e vengono chiamati Olorichas. Ma da cosa deriva il potere magico delle conchiglie? Secondo gli antichi era la loro somiglianza con un occhio semiaperto a conferire alle conchiglie il loro potere magico e a rendere il portale sacro per il mondo degli antenati.

Il potere magico delle conchiglie nel corso dei secoli
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Da secolo le conchiglie non sono un semplice dono del mare, ma un elemento magico poiché racchiudono in sé segreti e virtù. Per gli Aztechi erano il simbolo della fecondità femminile e della maternità, ma anche della creazione del mondo umano, animale e vegetale. Nel Buddismo la conchiglia fa parte degli 8 simboli portafortuna e augura buon viaggio.

Nell’arte dello Shitro, la meditazione tibetana, la conchiglia invece rappresenta il vuoto e dell’essenza dell’illuminato. Nell’arte pittorica del ‘600 spesso gli artisti usavano inserire nei ritratti o nelle composizioni una conchiglia per indicare il carattere effimero della natura umana, ma anche un’esistenza vuota vissuta nel culto dell’apparenza. Nel cristianesimo invece la conchiglia è associata alla rinascita e alla purificazione (non a caso spesso la fonte battesimale ha la forma di una conchiglia).
Come si fa la divinazione con le conchiglie
Lo sciamano lancia le conchiglie in aria lasciandole cadere su un tappeto d’erba, un tavolo, un panno sacro o volendo anche sulla sabbia e le interpreta in base al modo in cui cadono, al modo in cui sono posizionate e alla loro inclinazione. Gli sciamani africani e gli stregoni orixiscià brasiliani usano per la divinazione 65 conchiglie che portano sempre con loro in un sacchetto di pelle animale. Prima di lanciarle in aria, sussurrano frasi e misteriose formule magiche alle conchiglie in un completo stato di trance.
Anche in Anatolia esiste la pratica divinatoria con le conchiglie e viene fatta dagli zingari. Lo stregone (o sciamano) predilige le ore del giorno se deve avere responsi sul futuro e quella del tramonto per gli spiriti seduttori o del male. Per fare correttamente il rituale bisogna aspettare il plenilunio e raccogliere le conchiglie direttamente sulla spiaggia prescelta. Dopo averle raccolte e impresso il simbolo al loro interno, vanno aggiunti un anello in nichel, una zolletta di zucchero, un pezzo di sughero e una vecchia moneta di rame. Il tutto va riposto in un sacchetto fatto da noi personalmente usando un tessuto non nuovo. Una strega o aspirante tale può anche usare solo 12 conchiglie per compiere il rito.

L’interpretazione delle conchiglie non è semplice come si può erroneamente credere. Ci sono poche semplici regole fisse e tanta libertà di interpretazione. La distanza dallo sciamano indica fatti lontani nel tempo. Molto importante è notare quale faccia della conchiglia è rivolta verso l’esterno (la concava o la convessa) e la direzione della punta. Va considerato anche l’allineamento o meno delle conchiglie e la loro eventuale sovrapposizione.



