La Kabbalah ebraica è un insieme di insegnamenti esoterici, la sua definizione varia a seconda della tradizione e dello scopo per cui si segue. La Cabala intende definire la natura dell’universo e dell’uomo, e attraverso questa costante introspezione fornisce un mezzo per raggiungere un alto grado di consapevolezza e di spiritualità.
Il potere della parola e del linguaggio nella Cabala ebraica ha una forte applicazione magico esoterica. Non è un caso infatti che i maggiori approfondimenti circa la magia salomonica siano definiti dai cabalisti.
Perchè la parola è così importante nella Kabbalah?
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Esaminando i testi mistici ebraici e l’uso dei nomi nella magia ebraica, si considera l’uso di nomi divini e angelici per ottenere poteri e per raggiungere addirittura l’unificazione con Dio.
Il termine Kabbalah, in tal senso, si riferisce a una branca specifica del misticismo ebraico, che si occupava della struttura e dei processi che si svolgevano all’interno dei regni divini, sulle cui dinamiche metafisiche i cabalisti cercavano di esercitare un’influenza.

Ciò che accomuna i diversi filoni di tradizioni ebraiche segrete è la credenza nel potere soprannaturale del linguaggio. Non è certo un caso, visto che secondo la tradizione ebraica la lingua ha un’origine divina. “Dio crea il mondo pronunciando la sua volontà”; o ancora “in principio era il verbo”. Questo concetto è il motore di tutto, e meditare su tali principi può spingere anche la persona comune a comprendere, davvero, l’importanza delle parole che utilizziamo.
Kabbalah nomi angelici
I nomi divini, angelici o persino demoniaci erano impiegati con diversi scopi. Dai manoscritti che abbondano di incantesimi e scongiuri comprendiamo la grande popolarità tra gli ebrei di ogni tipo di magia, sia essa terapeutica (mirata alla guarigione), colta (aiuta a raggiungere la conoscenza), o anche aggressiva (impiegata per sottomettere una persona alla volontà di un’altra).

Tra i tanti metodi istituiti per creare cambiamento dalla connessione con il divino, c’è per la kabbalah l’utilizzo dei sigilli magici. Lo stato meditativo si concentra sull’osservazione delle lettere ebraiche iscritte nei sigilli, nella lettura dei nomi angelici inseriti, e da questo “stadio” la connessione è possibile.
Una parte della magia ebraica approda anche a qualcosa di più oscuro, o quantomeno più difficile da comprendere. Se esistono 72 nomi di Dio, esistono anche 72 nomi di ciò che noi chiameremmo demoni, ma che nella realtà rappresentano la parte in ombra del divino. Ad essi si riferiscono coloro i quali, più che l’elevazione spirituale, cercano concretamente un cambiamento anche a discapito di altri.
Un utilizzo moderno e decontestualizzato del potere della parola
Abbiamo definito l’importanza della parola nella Kabbalah, la creazione dell’universo è iniziata con le parole e si sostiene con le parole, così anche il processo creativo. Le parole che usiamo danno vita alle cose e quando cambiamo linguaggio creiamo inevitabilmente qualcosa di nuovo.
E’ comprensibile che nessuno possa vederci una grande “magia” ma nella concretezza delle nostre vite questa applicazione è davvero importante. Pensate, ad esempio, al processo educativo e a quanto sia dannoso limitare una nuova vita educandola ai “non puoi”.. “non ce la farai.”.
Le parole d’amore creano connessione e nutrimento così come le parole di incoraggiamento ispirano fiducia e positività. Parole di speranza generano azioni positive. Ecco come un insegnamento antico può trovare la sua utilità nella pratica quotidiana.



