Oggi vi raccontiamo una leggenda particolarmente famosa ambientata in Sicilia e avente per protagonista quello che gli abitanti locali chiamano u fuddittu o anche u cappidduzzo. Ma chi è realmente questo essere misterioso? Quali sono le sue fattezze? Come riconoscerlo se si incontra uno in casa o nelle campagne? Scopriamolo insieme!
U fuddittu
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Le Isole Eolie da millenni sono terra fertile di miti e leggende. Si narra che siano abitate dalle streghe (mahare) capaci di trasformarsi in corvi, gatti, gettare il malocchio nonché fare potenti incantesimi e maledizioni e “lievitare in volo” fino a Palermo durante le notti stellate e di luna piena.
Questa storia però lo racconteremo nel dettaglio in un’altra occasione, perché oggi vogliamo parlare di una leggenda molto cara ai liparoti, ossia quella de u fuddittu ovvero il folletto, anche chiamato u cappidduzzo che significa “piccolo cappello”. Questo essere misterioso, ambiguo e mutevole altro non è che un folletto molto dispettoso e spesso autore di malefatte a danno dei poveri malcapitati. Solitamente resta molto lontano dai centri abitanti e preferisce vivere in campagna o meglio ancora nei boschi.
Gli abitanti del posto giurano di vederlo mentre salta con grandi balzi da un monte all’altro dell’isola di Lipari, tuttavia fanno accortezza a stare sempre ben lontani per evitare danni, inganni o dispetti. Ci sono specifici scongiuri che le vecchie del paese si tramandano di generazione in generazione e che possono essere usati per allontanare i folletti. C’è anche però chi crede che il folletto sia portatore di tesori e doni specialmente ai neonati. Ancora oggi quando un bebè ride o sorride nel sonno si dice “Saravi u fuddittu cu fa scialari“.
Ma quali sono le sue sembianze? Alto molto meno di un metro, u fuddittu ha una capigliatura riccia e un corpo metà umano e metà animale (presumibilmente capra). I liparoti lo immaginano come un piccolo fauno in effetti. Ciò che lo rende speciale e lo distingue da un fauno è il suo berretto buffo di colore rosso che è l’origine dei suoi poteri magici e soprannaturali. Secondo alcune credenze popolari, basta rubare il berretto rosso del folletto per annientarlo ed averlo in pugno poiché senza il copricapo diventerebbe un essere innocuo e insignificante.

I dispetti del folletto di Lipari
Non sappiamo se il folletto di Lipari come i folletti nordici abbia le orecchie a punta, ma ciò che è certo è che ha lo stesso carattere dispettoso e irruento. Si dice che si diverta molto a far perdere il fiato di notte agli abitanti saltando sulla pancia degli uomini e sul seno delle donne. Grande paura hanno i proprietari di fattorie e bestiame.
Pare che u fuddittu si diverta ad aggrovigliare code e criniera dei capelli, far deperire gli animali, far cagliare il latte appena munto e impedire alle galline di deporre le uova. Rubare il cappello rosso al folletto non solo lo rende innocuo, ma dona anche a chi lo ruba il potere di esprimere un desiderio! Ma essendo il folletto di Lipari un essere molto cattivo e dispettoso esaudisce i desideri al contrario (se chiedete denaro, vi dona pietre, se volete il sole, porta la pioggia).
Il segreto è desiderare cose di nessun valore così lui porterà oro e denaro. Si crede che il folletto comunque, se pur molto dispettoso, non prenda mai di mira le persone buone, ma solo quelle molto cattive.
Certo è solito disturbare anche i buoni bisbigliando nel cuore della notte o nascondendo oggetti di valore, ma le marachelle le fa solo alle persone cattive e crudeli o dal cuore impuro. In passato per stare tranquilli le famiglie mettevano fuori la porta corna di bue o montone per allontanare i folletti.



