Museo dell’impossibile – Willa Webb in Toscana

by Silvia Terracciano
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Museo dell’impossibile, già il nome di sé affascina e attira l’attenzione suscitando immediatamente la curiosità di chi legge. Subito ci vengono alla mente innumerevoli domande: perché si chiama così? Quali sono i tesori “impossibili” custoditi al suo interno?

Breve storia di Villa Webb Museo dell’impossibile

Partiamo subito col dire che visitare il “Museo dell’impossibile” è possibile. Si tratta di un museo che esiste realmente, si trova a Bagni di Lucca ed è aperto al pubblico. Non è una fake news o una delle tante bufale che circolano sul web. Il “Museo dell’impossibile” è ospitato all’interno della Villa Webb, una dimora storica dal passato particolarmente interessante. Questa residenza in principio era nota come Villa Bonvisi, dal nome della famiglia nobile che la fece costruire nel lontano 1500. Solo tre secoli dopo, ossia nel 1812, prese il nome attuale- Villa Webb– grazie al suo proprietario, il nobile John Webb che proprio tra queste mura morì di morte violenta (c’è chi giura che il suo fantasma vaga ancora tra i corridoni nelle notti senza luna). La bella dimora rinascimentale è nota anche per aver ospitato più volte nel 1820 Lord Byron e poi Mary Shelley, l’autrice del libro Frankenstein.

Oggi Villa Webb è famosa però per un motivo ben più particolare, ossia perché al secondo piano (negli ambienti che un tempo appartenevano alla servitù) ospita il “Museo dell’impossibile”, frutto di un lavoro “matto e disperato” da parte di Christian Alpini. Da più un ventennio Christian scova in giro per il mondo e colleziona oggetti “impossibili” ossia cose strane e bizzarre, ma soprattutto pezzi dalla storia misteriosa e spesso inquietante: bambole possedute, libri dei morti, oggetti maledetti, libri delle streghe, maschere di cannibali, licantropi e tanto altro. Aveva solo 12 anni quando ha iniziato a collezionare oggetti strani. La sua passione è nata vedendo la serie tv Visitors. La collezione non è definitiva, ma è un eterno “work in progress” poiché si arricchisce di pezzi nuovi ogni mese e l’intento di Christian è di ampliarla senza sosta fino alla sua morte. Probabilmente se lo visitate oggi e tra 6 mesi vi stupirete della quantità di nuovi oggetti entrati nella collezione.

Vi abbiamo incuriosito? Non vi resta che continuare la lettura per scoprire gli oggetti impossibili nascosti nel museo dell’impossibile a Villa Webb. Un consiglio: visto che si tratta di oggetti inquietanti e a tratti spaventosi, la visita di questo museo non è adatta ai bambini e alle persone facilmente suggestionabili. Per visitarlo è necessaria la prenotazione. Il prezzo d’ingresso è incluso di guida specializzata che spiega con passione e grande dovizia di dettagli storie, leggende e curiosità di ogni pezzo della collezione. Più che un museo, è una vera e propria esperienza nel mondo dell’occulto e del paranormale. A guidarvi alla scoperta degli oggetti curiosi, strani, spaventosi e bizzarri è Christian Alpini in persona. Incredibile non è vero?

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Il Libro delle Streghe

Il cosiddetto “Libro delle streghe” è un pezzo bizzarro aggiunto di recente alla collezione degli oggetti impossibili di Christian. Questo testo è un vero e proprio manuale di stregoneria ricevuto in dono da un’anziana signora italiana esperta di arti oscure, incantesimi e stregoneria.

A rendere particolarmente interessante l’oggetto non è tanto il contenuto, ma piuttosto la sua preparazione. Fu realizzato dalla donna in una notte di luna piena usando una formula segreta (che non ci ha voluto rivelare) e versando sopra sangue di agnello, erbe medicinali e acqua di torrente. Dunque per renderlo “attivo” è stato applicato probabilmente un rituale di magia nera. La donna ha anche avvertito Christian dell’immenso potere del Libro delle streghe e del pericolo che si corre nell’usarlo, poiché nella maggior parte dei casi si invocano spiriti maligni ed entità oscure di cui è impossibile poi liberarsi. Inquietante non è vero?

Il Libro dei Morti, il Necronomicon

Questo libro noto come Necronomicon o Libro dei Morti è una copia di inizio ‘900 ed è custodito nella sezione del Museo nota come “Sala Obscura”. Si tratta di un oggetto potente e molto pericoloso, poiché grazie alle formule ivi contenute è possibile evocare qualsiasi tipo di demone e presenza oscura. Molto interessante è notare che all’interno del libro ci sono appunti, cancellature e sottolineature fatte dai precedenti possessori del Libro dei Morti ossia da tutti coloro che l’hanno utilizzato nel corso del secolo scorso.

Gustav, la bambola maledetta del manicomio austriaco 

Una delle sezioni più interessanti del “Museo dell’impossibile” e più apprezzate dai visitatori è quella delle “Bambole maledette”. Oltre ad Abigail- la bambola di Salem, c’è Gustav, la bambola maledetta proveniente dal manicomio austriaco di Pest e risalente agli anni 50 del secolo scorso. A renderla speciale è il fatto che a realizzarla fu un paziente stesso dell’ospedale psichiatrico, tale Gustav 056 (così il suo nome era segnato nel registro dei malati mentali della struttura).

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Egli sviluppò un attaccamento morboso verso la bambola. Era convinto che lei fosse viva e per questo le parlava quotidianamente. Quando Gustav peggiorò il suo stato di salute mentale, subì una lobotomia che non andò come dovuto e morì. La bambola “maledetta” fu trovata da un inserviente che la regalò al nipotino, il quale però volle subito sbarazzarsene poiché le provocava terribili incubi nonché strani incidenti domestici agli abitanti della casa.

Cintura del Licantropo

Dimenticate ciò che vi avete appreso grazie ai telefilm e alla letteratura fantastica: per diventare licantropi non serve essere morsi da un lupo mannaro durante una notte di luna piena, ma basta indossare una cintura “arrugginita”, la celebre Cintura del Licantropo. Secondo la leggenda, a realizzarla con ossa e cranio di lupo mannaro fu il Diavolo in persona.

Kuman Thong

Per secoli i Kuman Thong furono usati per rituali di magia nera. Erano considerati amuleti portafortuna a cui rivolgere suppliche e preghiere o desideri da esaudire in cambio di offerte (come latte fresco o biscotti). Letteralmente Kuman Thong significa “bambino d’oro”, ma non è effettivamente realizzato in oro, bensì in legno, pietra o metallo e poi placcato d’oro. Solitamente veniva tenuto in casa per proteggerla da entità negative.

Uomo Nutria

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uomo nutria willa webb museo dell’impossibile

A prima vista subito si capisce che si tratta di una mummia, ma ciò che la rende speciale è che non è al 100% umana, ma un incrocio tra un essere umano e una nutria. L’uomo nutria è bizzarra come opera. L’oggetto fu acquistato negli anni ‘40 del secolo scorso dal precedente proprietario in un freak show, il circo Barnum in Alabama, celebre per avere numerosi esemplari nati da incroci tra esseri umani e animali. Ovviamente non è “vero”, ma è un’opera tassidermica creata dall’uomo.

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Rat King

Il nome di quest’opera ben rende l’idea. Proveniente da una collezione privata olandese, l’oggetto è composto da 4 ratti uniti per la coda e calcificati. Si tratta di un evento raro considerato nelle credenze popolari come presagio di morte e sventure (come la peste). L’esemplare più grosso mai rinvenuto è composto da 32 ratti uniti per la coda. Nelle colonie molto numerose capita spesso, a causa del pochissimo spazio a disposizione, che gli esemplari di ratto restino impigliati tra loro per la coda e più tentano di liberarsi e più si annodano e sono costretti a sopravvivere come un’unica entità.

Mano mummificata di Grendel

Non si sa effettivamente di cosa si tratta: secondo alcuni è la mano di una scimmia, secondo altri è la mano di Grendel, una possente e malvagia creatura nordica (forse un troll o un orco) considerata nelle credenze popolari come l’incarnazione assoluta del male in Terra. La mano è dotata di 5 dita con lunghi artigli molto affilati.

Placca di vetro con volto umano

La placca di vetro con volto umano è stata donata dagli abitanti di una abitazione privata di Lucca che lo consideravano troppo spaventoso e inquietante per averlo in casa. Osservandolo attentamente è possibile vedere un volto e due occhi malvagi che ci fissano in profondità. La sensazione che si prova è di forte malessere e ansia. Forse si tratta di un fenomeno noto come pareidolia (quando l’immaginazione falsa la realtà e spinge la mente a vedere occhi e volti umani dove non ci sono realmente).

Willa Webb e il museo dell’impossibile vi aspettano per andare alla scoperta delle sue spettacolari opere!

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