La storia dello specchio, secondo un’antica leggenda, narra che il primo specchio si materializzò per magia sulle altissime vette dell’Himalaya quando una giovane fanciulla stanca decise di fermarsi lungo il corso di un ruscello e rimase di stuccò quando vide nello specchio d’altra un’altra donna che le somigliava incredibilmente tanto. Solo dopo si rese conto che lei e la donna nel ruscello erano la stessa persona.
Tutti invece conosciamo il mito greco di Narciso, il bellissimo fanciullo che si innamorò perdutamente della sua immagine riflessa in uno specchio d’acqua al punto che nel disperato tentativo di toccarla annegò nel lago trovando la morte.
La necessità di guardare il riflesso della propria immagine risale alla notte dei tempi. In epoca antichissima si era soliti osservare la propria immagine usando l’acqua (un fiume, un ruscello, un lago): di qui il nome specchio d’acqua, poiché l’acqua era usata proprio per specchiarsi. Ma quando nacque il primo specchio?
Se sei curioso di scoprirlo, non ti resta che continuare la lettura.

Lo specchio nell’Antico Egitto
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Anche se alcuni storici fanno risalire i primissimi prototipi di specchio all’Anatolia nel 3000 a.C., i primi specchi in realtà risalgono all’Antico Egitto (2500 a.C. circa). Gli specchi egizi erano in rame o bronzo e dotati di maniglia in avorio o metallo. Solitamente erano decorati con immagini di dei come Ra.
Contemporaneamente anche in Mesopotamia si diffusero i primi specchi in metallo. Ma è solo a partire dall’età etrusca che abbiamo i primi esemplari di specchi simili a quelli che siamo abituati a usare oggi.
Specchio nel Medioevo
Nel Medioevo invece si iniziano ad usare i primi specchi dotati di lastre di vetro appoggiate su piombo fuso. Il processo per rendere il vetro una superficie riflettente del tutto trasparente non era ancora stato scoperto. Per renderlo riflettente nel periodo medievale era usato uno strato di lamiera metallica lucidata.
Nel Trecento lo specchio era un oggetto diventato di uso quotidiano. Le donne erano solite utilizzarlo anche fuori casa, poiché lo indossavano a mo’ di gioiello legato alla cintura come fosse un ciondolo di una collana impreziosito da pietre preziose e avorio.

Lo specchio veneziano
Il vero punto di svolta nella storia dello specchio si ebbe a Venezia nel Cinquecento. L’isoletta di Murano si specializzò nell’arte vetraria e ben presto si diffuse il mito degli specchi veneziani pregiatissimi e costosissimi, realizzati con tecniche raffinate come l’incisione con la punta di diamante. Per oltre 150 anni Venezia conservò il primato assoluto nella produzione e nell’esportazione del vetro.
Poiché l’arte veneziana di realizzazione del vetro e degli specchi era molto pregiata e rinomata, divenne necessario tutelarla. Fu così che nacquero corporazioni di maestri vetrari.
Essere maestro del vetro a Murano non era certo una passeggiata. Erano condotti sull’isola sotto copertura, non potevano per alcun motivo viaggiare e in caso di diffusione dei segreti dell’arte vetraria a forestieri i maestri venivano condannati a morte. Ciò nonostante Colbert, su incarico di Luigi XIV, riuscì a corrompere con l’oro tre maestri di Murano e condurli in Francia.
Lo specchio in Francia
Mentre i veneziani per il vetro dello specchio usavano la tecnica della soffiatura, i francesi usavano quella della colatura.

Fu dopo questa scoperta che il Re Luigi XVI commissionò la Galleria degli Specchi della sua magnifica Reggia a Versailles. Gli specchi francesi solitamente erano decorati in modo pomposo con putti, foglie d’acanto, piccole figure e decori a rocaille.
In epoca barocca si diffuse lo specchio come elemento d’arredo dei saloni e delle camere da letto.
Conclusione
La storia dello specchio viaggia fra antiche leggende e storie reali che attraversano diverse epoche e luoghi del mondo, fatto sta che oggi gli specchi sono un oggetto che non manca mai in una casa!



